giovedì 6 luglio 2017

Boccaccio e i Fabliaux: un binomio produttivo

Cosa potrebbe mettere in relazione la letteratura francese medievale e Giovanni Boccaccio? Il mondo oitanico (lingua d'oil) è stato uno dei settori più produttivi per la letteratura francese generale, per via dei diversi generi letterari e per gli argomenti trattati in essi.

Oggi vogliamo parlarvi dei Fabliaux: essi sono dei testi poetici di argomento spesso scandaloso e osceno, ma che dietro nascondo un insegnamento. Quando Boccaccio cominciò a scrivere il Decameron aveva ben presente la natura dei fabliaux e dei loro autori più importanti, tra cui ricordiamo Rutebeuf, Jean Bodel, ecc.


Letteratura francese e letteratura italiana, dunque, anche in questo caso entrano in contatto. Gli esempi che adesso elencheremo, vanno a esplicitare ancora meglio quanto detto sopra: 

  1. NOVELLA 10, IX GIORNATA. Siamo di fronte alla famosa novella di Donno Gianni, il quale con un incantesimo vuole trasformare la moglie di Pietro in una cavalla, tramite un "'ncantamento". Questa novella, narrata da Dioneo (questo spiega anche il tema erotico), si ricollega a un noto fabliau francese di Rutebeuf: "De la pulcelle qui vouloit voler", dove si narra la storia di questa giovane ragazza sedotta da un pret, il quale riesce a ingannarla, soddisfacendo così le sue passioni carnali, creandole il becco e, soprattutto, la coda. L'affinità è dunque presente da un punto di vista contenutistico e tematico;
  2. NOVELLA 8, III GIORNATA. Anche questa famosissima novella, dove Ferondo viene imbrogliato da un abate che lo "manda in purgatorio", per soddisfare le sue passioni carnali con la moglie del protagonista, la quale rimarrò incinta. Questa novella si ricollega a un fabliau di Jean Bodel, chiamato "Du vilain de Bailluel", dove una donna stanca del marito, fa credere a quest'ultimo di essere morto, mentre lei, proprio di fronte a lui, raggiunge il piacere con un'altra figura del mondo religioso. Anche qui, come nell'esempio precedente, si nota una forte affinità contenutistica e tematica.
Per saperne di più sui due testi dei fabliaux, consultate la nostra pagina Facebook.

venerdì 27 gennaio 2017

“Un pesce fuori dall'acqua non sa starci.” 

Che valore ha questa frase, tratta da "I Malavoglia" di Verga, in una società come la nostra? Possiamo stare al di sopra di quanto abbiamo? Un salto di qualità è possibile?

martedì 24 gennaio 2017

“Oh quante sono incantatrici, oh quanti incantator tra noi, che non si sanno!”

Ludovico Ariosto
“A me pagano un diritto d’autore per le storie che scrivo, e alla Grecia che ha sparso nel mondo il suo vocabolario, neanche grazie.”

Erri De Luca

La figura dell'intellettuale

Molti grandi autori del passato, tra cui Dante e Petrarca, furono impegnati in vari ambiti della vita socio-culturale dell'epoca. Basti pensare ai rapporti che i due ebbero col papato e con l'imperatore.

Dante, all'interno del comune fiorentino, fu per un certo periodo pretore. Proprio durante questo suo mandato, arrivò ad esiliare uno dei suoi più importanti amici, che ritroveremo anche all'interno della Commedia: Guido Cavalcanti. Dante in generale fu coinvolto in vari ambiti del sapere: partendo dalla sua smisurata passione per la letteratura, fu un grande teorizzatore della lingua. Ciò lo si nota, in particolar modo, all'interno del suo trattato latino intitolato "De vulgari eloquentia".

Petrarca durante la sua vita ebbe a che fare con numerosi incarichi da ambasciatore presso i più importanti comuni italiani.Personaggi del genere, che ritroveremo nel '400 con la figura di Leon Battista Alberti, possiamo dunque definirli come intellettuali "a tutto tondo", poiché tendono ad aprire il proprio raggio conoscitivo a più ambiti del sapere e ai vari aspetti della vita dell'uomo.

SI POTREBBE PARLARE ANCORA OGGI DI UNA FIGURA SIMILE?

lunedì 23 gennaio 2017

"Ed abbi questo per certo, che colei sola è casta la quale o non fu mai da alcuno pregata o, se pregò, non fu esaudita.” 

Giovanni Boccaccio


Aneddoto dantesco: era davvero dotato di una così grande memoria?

Si dice che Dante fosse un uomo dotato di una memoria eccezionale. Un giorno fu fermato per strada da uno sconosciuto, il quale gli chiese: "Qual è l'alimento più buono del mondo?"

"L'ovo", rispose Dante.

L'anno successivo la stessa persona incontrò nuovamente Dante nella stessa strada e gli chiese: "Con che cosa?"

"Col sale", rispose subito Dante.

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